Chi siamo

DULCINEIDA DO NACIMIENTO GOMES

Mi chiamo Dulcineida Gomes sono nata a Capo Verde, vivo in Italia da più di dieci anni, sono una persona molto sensibile di fronte ai problemi e disagi altrui, non mi piace l'indifferenza, faccio volontariato e mi definisco una attivista per i diritti umani.
Sfrutto il mio tempo libero dedicandolo alla lettura di un bel libro, ascolto vari generi musicali per comprendere al meglio le svariate culture nel mondo cercando di assimilarne le varie sfumature incamerandole nella mia essenza piú limpida e profonda.

FIORALBA DUMA

Sono Fioralba Duma, 27 anni. Arrivata dall'Albania a Roma nel 2001 insieme a mia madre e mia sorella per raggiungere papà, che risiedeva in Italia dall’anno prima. Il nostro visto era Schengen, potevamo andare in tutta Europa ma l'arte, la cultura italiana e la semplicità dei nostri amici italiani in Albania aveva fatto capire ai miei che l'Italia sarebbe stato il posto giusto per una nuova casa e un futuro. L’'integrazione é stata veloce : mi ricordo che mi sorella in tre mesi aveva impara l'italiano da zero e io scrivevo i temi direttamente in italiano. La scuola, la formazione, la conoscenza della lingua italiana, la scelta del liceo classico, l'Università mi fanno sentire italiana e fiera di esserlo. Per non parlare del mio modo di cucinare, in tutti i modi, la pasta. Sono italiana  come i miei coetanei, salvo poi  scontrarmi puntualmente con la realtà : gli appuntamenti in questura, la burocrazia del rinnovo, i preziosi ma delicati cedolini, i limiti nel viaggiare, la carta d'identità non valida per l'espatrio e tante altre rogne  mi ricordano puntualmente il mio essere straniera. Quel  gesto compiuto il 19 ottobre del 2001 di attraversare il mare  da un paese così vicino come l'Albania, un gesto semplicemente umano dovrebbe assumere una colorazione positiva nei ricordi di una bambina e di una giovane ma purtroppo a causa della  burocrazia e di una legge ingiusta  non é cosi. Mi ritrovo, dopo più di 15 anni, a rinnovare il permesso di soggiorno di breve durata, in un paese che sento mio.  

INSAF DIMASSI

Mi chiamo Insaf, ho 20 anni e origine tunisina. Ho messo piede per la prima volta in Italia a 9 mesi, e da quel momento in poi ho trascorso la mia intera vita qui. Attualmente studio Scienze Politiche, Sociali e Internazionali presso l'Università di Bologna, e la mia più grande passione è la politica, e spero in un giorno di  poter contribuire a  migliorare  il mio Paese, l'Italia. Purtroppo per impedimenti burocratici che hanno dell'assurdo, non sono ancora cittadina italiana : quando mio papà ha ottenuto la cittadinanza, io ero già maggiorenne (di pochissimo!) per poterla ottenere per ius sanguinis , a differenza delle mie sorelline che invece sono italiane anche formalmente. Diverse sono le conseguenze del mio status, primo fra tutti direi  il diritto alla mia identità personale, diritto costituzionalmente tutelato e riconosciuto, ma non a noi seconde generazioni. Parlando di rinunce e sogni sfumati  invece, l'anno scorso ho perso  una delle opportunità più importanti per me : candidarmi alle elezioni amministrative, proposta che mi é stata avanzata proprio per la mia militanza  e passione. Basta ingiustizie, non vogliamo essere eternamente stranieri in casa nostra. Siamo italiani, attendiamo solo di essere riconosciuti come tali.

CHOUAIB BEN MOUDEN

Il mio nome è Chouaib, ho 24 anni e sono arrivato in Italia all'età di 1 anno nel 1994 insieme alle mie 2 sorelle, mio fratello e mia madre. Mio padre ci ha portati qua per garantirci un futuro migliore. Ho frequentato l'asilo nido dall'età di 2 anni per poi iniziare la scuola materna, proseguendo gli studi fino al diploma. All'età di 18 anni mi sono trasferito a Trieste dove tutt'ora vivo, lavoro e mi mantengo da solo.

Insomma un italiano a tutti gli effetti, se non fosse per la legge che non mi permette di esserlo anche formalmente : dopo 22 anni su 23 passati nel mio paese, l’Italia, io ancora mi ritrovo a vivere con un permesso di soggiorno, senza   diritto di voto e se voglio intraprendere un’ esperienza all'estero da "italiano", non posso farlo. La cosa paradossale é che nel frattempo nella mia famiglia sono tutti italiani : moi padre ha acquisito la cittadinanza quando io avevo già compiuto 18 anni per cui non potevo oramai più ottenerla per ius sanguinis. Incredibile, ma vero. L’extracomunitario di casa. Non son poche le cose a cui ho rinunciato e le difficoltà che incontro : poco tempo fa ad esempio  ho ricevuto un’offerta di lavoro negli Stati Uniti, ma ho dovuto accantonare perché se fossi partito non avrei avuto possibilità di rientrare a casa a Trieste dalla mia famiglia in quanto avrei perso il permesso di soggiorno, come prevede la legge per coloro che si assentano per oltre 12 mesi consecutivi dal territorio della Repubblica. 

AIDA AICHA BODIAN

Sono Aida, italiana di origini senegalesi. Era il maggio 1992 quando  arrivai da bambina  in Italia, a  Lonato del Garda. L'unica cosa che pensavo mi differenziasse dagli altri bambini era la poca conoscenza della lingua. Ma curiosa come ero impiegai poco tempo ad imparare l’ italiano. Crescendo invece ho imparato che le differenze andavano oltre. Per prima cosa c'era l'aspetto esteriore, non pensavo che il colore della pelle potesse spesso, essere un motivo per fare distinzioni tra le persone. 

Un altro aspetto, forse ancora più importante era legato all'identità. Scoprii che nonostante sapessi praticamente più cose dell'Italia rispetto al mio paese natale, per la legge non ero considerata italiana. Ricordo che per un appuntamento dimenticato ho dovuto ricominciare la lunga prassi burocratica per vivere nel Bel Paese ; ricordo benissimo i vari rinnovi per il permesso di soggiorno e le lunghe file in questura, nonché le grandi spese per rinnovare il permesso di stare a casa mia. Poi é arrivata la svolta della   carta di soggiorno, che ci ha liberato dall’incubo di rinnovare il permesso periodicamente, ma non ha di certo reso giustizia, come per tanti ancora oggi , alle tante discriminazioni che implica e soprattuto all’identità che rivendichiamo. La cittadinanza italiana l'ho avuta solo nel 2014, dopo 22 anni in Italia !  Per quanto triste e assurdo le nostre vite ed il nostro futuro sono legati ad un pezzo di carta, all'essere riconosciuti, che comporta avere diritti, opportunità  nella nostra società. Per questo sostengo la riforma sulla cittadinanza, perché per esperienza ci sono passata, ed é tempo che cambino le cose  perché di bambini e giovani nati e cresciuti in Italia con storie simili alla mia ce ne sono tantissimi. Sostengo questa battaglia perché son troppi anni che si rimanda, ed é davvero l’ora di rendere la nostra Italia più giusta e civile.